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“ …Ma le comari di un paesino non brillano certo d’iniziativa…”

"... Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca, vola veloce di bocca in bocca." F.De Andrè

Ascolta qui l’intervista: https://www.radioerre.it/2020/09/12/ecco-chi-sono-e-cosa-fanno-i-monaci-guardiani-del-tempo-di-montelupone/

Il diverso fa paura perché, volenti o nolenti, suscita nel nostro intimo domande sulle abitudini quotidiane e sugli schemi in noi più radicati che determinano la nostra persona e la nostra identità.

Da secoli tutto ciò che si distacca dalla massa e dal gregge viene visto con sospetto, diffidenza e paura e viene inevitabilmente attaccato dai contemporanei. La storia ci insegna poi come "la verità fu sola figlia del tempo" e come tutte le innovazioni e i più grandi cambiamenti siano stati prima denigrati e incompresi, poi apprezzati e condivisi dalla società. Qualcuno la chiama evoluzione, per altri è devoluzione. Fatto sta che il cambiamento ci spiazza e suscita miriade di emozioni differenti.

Per chi ha conosciuto i monaci "guardiani del tempo" o ha avuto a che fare in qualche modo con le associazioni da loro create, non è una novità che vengano attaccati e diffamati ciclicamente. Per tutti loro che hanno visto la sensibilità,la quantità e la qualità dei fatti e delle azioni dei monaci, questi attacchi sono l'ulteriore conferma che il loro operato è diretto sulla strada giusta. Infatti non è una novità che chi opera per il bene venga ritenuto scomodo e ostacolato in tutti i modi, primo tra tutti la gogna mediatica.

Per chi non li conosce la possibilità di farlo di prima mano, dalla voce diretta di uno dei fondatori che finalmente trova spazio anche sui media. A voi la possibilità di ascoltare, leggere e venire a conoscere con i vostri occhi.

Lettera aperta al sindaco di Montelupone

pace e bene sindaco, mi chiamo Ferrara Gennaro (nome che sono sicuro non Le è nuovo). Oltre ad essere giornalista pubblicista iscritto all’albo regionale dell’ordine delle Marche con il numero 143472, sono l’addetto stampa dei monaci Guardiani del Tempo. Come Lei ben sa risiediamo nel Suo comune da 11 anni, comune che a livello istituzionale conosciamo e frequentiamo poco non tanto per nostra volontà, quanto perché abbiamo riscontrato un immotivato disinteresse nei nostri confronti, nonostante gli inviti e i solleciti a partecipare alle diverse iniziative di solidarietà che abbiamo organizzato in questi anni.

Come nei tanti inviti citati, a cui non si è mai degnato di rispondere e a cui non ha mai dato seguito, da molto tempo agiamo attraverso diversi progetti sul territorio regionale e nazionale ed internazionale a titolo volontario assistendo famiglie bisognose con la distribuzione di pacchi alimentari e generi di prima necessità, adottando due ospedali in Senegal con l’invio di materiale sanitario ed un’ambulanza, operando in ambito di protezione civile, di primo soccorso, di sicurezza antincendio, Safety ed altro ancora.

Molti comuni importanti e popolosi della nostra regione ci conoscono e ci hanno rilasciato ottime referenze per il nostro operato, come ad esempio il comune di Macerata presso il quale gestiamo da due anni la sicurezza antincendio e Safety in un evento ad alto rischio come la festa di Capodanno in piazza Mazzini, come i comuni di Porto Recanati, Numana, Apiro, Sarnano, San Benedetto del Tronto e Marotta. Abbiamo operato anche ad Ancona, Porto San Giorgio, Civitanova Marche e Tolentino. In tutti questi luoghi abbiamo collaborato ottimamente con le forze dell’ordine locali, dando loro il nostro supporto e seguendo ligiamente le disposizioni delle ordinanze del caso. Le nostre collaborazioni non si limitano solo agli Enti pubblici, ma si estendono anche ad enti importanti come la Confartigianato di Ancona e Pesaro Urbino, l’IRCR di Macerata, la Croce Azzurra di Sirolo di cui siamo volontari di primo soccorso ed istruttori IRC di BLSD.

Abbiamo una rete di benefattori i cui marchi sono conosciuti in tutta Italia. Grazie a loro aiutiamo, come scritto prima, numerose famiglie in difficoltà economiche in tutto il territorio regionale ed in particolare quelle che risiedono nelle zone colpite dal terremoto. Le scrivo tutto questo per farLe conoscere chi siamo (un albero buono si riconosce dai suoi frutti) e perché ho letto con notevole disappunto il suo articolo sulle sette, nel quale fa un chiaro riferimento alla nostra realtà. Sappiamo benissimo che Montelupone non è una metropoli, tutti sanno che ci definiamo monaci nel senso etimologico della parola (ossia di una persona che si ritira dalla vita mondana), così come tutti sanno che anni fa gestivamo un’associazione chiamata “Comunità di Luce e Amore”, e tutti sanno (Lei per primo) che stiamo realizzando un “parco naturale” denominato “Oasi di Luce e Amore”. Pertanto visti i chiari richiami nel Suo articolo al nostro gruppo (in caso contrario ci dica a chi si riferisce), visti i commenti di alcuni “anonimi” che ci chiamano in causa esplicitamente inserendo nei commenti all’articolo il link del nostro sito, oltre a considerare tutte le tutele legali del caso per salvaguardare la nostra immagine e la nostra dignità, comunico apertamente la volontà di chiarire di persona, magari presso qualche radio o testata giornalistica, questi pregiudizi che oramai Lei e pochi altri avete da anni. Faccio anche notare come gli aderenti ad una setta, in genere non mettono la propria faccia e non pubblicano il proprio nome e cognome; di solito queste persone preferiscono rimanere nell'anonimato come stanno facendo alcuni che rilasciano commenti senza specificare la propria identità. Giustamente nel Suo articolo Lei scrive che chi appartiene ad una setta si nasconde ed opera di nascosto. Noi non ci nascondiamo, tant'è vero che siamo disposti anche ad un confronto pubblico; a questo punto Le chiedo: ma chi è veramente “setta”, colui che getta il sasso con una maschera addosso o coloro che vengono giudicati per la loro diversità?

Forse le autorità preposte potranno darLe ascolto, ma così come daranno ascolto a Lei lo dovranno fare anche con noi, giungendo poi a formulare le proprie considerazioni. Per quanto riguarda poi la Comunità che incita ad “affrontare questo problema”, io non sarei così sicuro che tale Comunità ci viva come un problema, credo semmai che la Comunità sia più interessata a verificare che il proprio Sindaco esegua correttamente le mansioni per le quali è stato eletto e sia un buon amministratore onesto e giusto. Infine sono certo che Montelupone abbia questioni molto più importanti che vanno oltre a pettegolezzo su un gruppo di monaci; La invito pertanto ad occupare il Suo tempo da Sindaco affrontando i problemi della Comunità locale, piuttosto che combattere contro un nemico immaginario che nasconde delle misteriose ed “indicibili turpitudini”.

Ps: Ah dimenticavo, in cosa consisterebbero queste fantomatiche turpitudini?

Pace e bene dott. Ferrara Gennaro

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