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"Fai la differenza!"

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Pace e bene!

La lezione di Taiji e di Bioenergetica Emozionale hanno perso completamente i confini che le separano. Oramai sono facce i cui connotati si mescolano armoniosamente, tanto che le introduzioni del Maestro a inizio lezione seguono un filo unico e continuo: i risultati ottenuti grazie alla ricerca interiore si esprimono nel modo di praticare il vero Taiji e viceversa, l’accuratezza e la meticolosità dello studio dell’arte marziale, permettono di ascoltarsi sempre più in profondità giungendo a parti di sé sempre più intime.

Ieri sera sull’onda della scorsa lezione di Bioenergetica sono nate domande inerenti all’identificazione che hanno chiarito e fatto emergere ulteriori aspetti molto importanti.

Il bello delle lezioni del nostro Maestro è che oltre ad essere teoriche sono molto pratiche, lui infatti riesce a fornire esempi concreti e attuabili da poter applicare nella quotidianità, affinché la qualità della vita possa effettivamente migliorare e acquistare così un valore sempre più profondo.

Cosa significa realmente migliorare la qualità della vita? Non si tratta certo solo del tenore di vita, anche se questo può dare una certa tranquillità, ma si tratta invece di giungere alla vera felicità: solo se si migliorano i rapporti interpersonali infatti, se e solo se fra le persone c’è armonia, complicità, rispetto e dunque Amore a quel punto si trova interiormente la pace, la serenità e qualsiasi difficoltà o ostacoli dovessero presentarsi, saranno risolvibili e sorpassabili.

Mi addentro più nei dettagli affinché tu possa meglio comprendere: l’identificarsi con se stessi significa fare il punto della situazione individuando un momento della giornata in cui si sia riusciti o meno a cambiare il suo corso ad una persona (magari anche se stessi), facendo attenzione alla propria personalità di quel preciso istante, valutandone le maschere indossate o la sua sincerità e purezza. Quest’analisi deve andare oltre cercando di cogliere anche tutti gli aspetti e le caratteristiche della situazione, dagli odori, alla luce, i rumori. La percezione in questo modo si attiva in modo esponenziale sia interiormente che all’esterno, permettendo di procedere così a grandi passi sulla via della consapevolezza di chi si è.

Altro aspetto importante legato all’identificazione è l’essere eroi: ricordo che il significato di questa parola non s’identifica con quell’immagine stereotipata dei personaggi di film o fumetti, ma è EROE colui che ha il coraggio di essere esclusivamente se stesso. Allora l’eroe cerca consapevolmente un qualcosa, un’azione, un gesto particolare che possa cambiare il corso della giornata ad un’altra persona. Non si tratta della semplice buona azione quotidiana, è qualcosa che va oltre sia come impatto emotivo che pratico. Tutti possono fare una gentilezza, ma qui si tratta consapevolmente di “prendersi il tempo” da dedicare a quella persona per far sì che la sua giornata acquisti una luce diversa.

Da qui è nato un discorso molto pratico: è scontato, o quasi sempre, che i genitori amino i propri figli, ma quanto glielo esternano, quante volte durante il giorno si prende il proprio figlio, di qualsiasi età, fra le braccia e a cuore aperto gli si dice:”Ti voglio bene!”?

Il Maestro ha sperimentato tutto ciò con la figlia più piccola, che oramai ha 17 anni, età molto particolare, in cui si sa tutto e i genitori non sanno niente. Invece a sì tale manifestazione d’affetto Sarah ha messo le ali, è stata gentilissima con tutti per tutto il giorno, ha portato armonia nelle sue attività e di certo come un effetto domino, non solo è cambiata la sua giornata, ma anche quella di tutte le persone che sono state a contatto con lei.

Ecco che essere eroi non è impossibile! Occorre la volontà di osservare la situazione da altri punti di vista, abbandonando quelli che fino ad oggi si sono dimostrati inefficaci se non addirittura distruttivi.

In questo modo non può esistere la solitudine, attivando infatti con chiunque questa strategia ci si ritroverà ad essere circondati da persone sorridenti che si faranno anche in quattro per essere di sostegno, grati per l’attenzione ricevuta.

Non aspettare dunque che siano sempre gli altri a fare il primo passo, prova Tu a cogliere durante la giornata un momento in cui puoi fare la differenza!

Altair, il nipotino del Maestro, era presente in sala mentre lui spiegava tutto ciò. Il piccolo, con la sua semplicità ha fatto capire cosa è veramente importante, perché è rimasto in braccio al nonno a lungo, prendendosi tutte le sue coccole:

“Dobbiamo tornare bambini, loro sono i veri Maestri!”

Per loro le coccole sono fondamentali e spesso si pensa che facciano i capricci, ma non è così: la loro apparente richiesta invece è un dare incondizionato di tenerezza, la loro fragilità scalda il cuore, facendo provare emozioni che ci ricordano di essere “UMANI” .

Così se si copiasse il loro esempio ritroveremo chi siamo, il fare le coccole infatti toglie le maschere perché fanno tornare alla propria semplicità e naturalezza.

Questo nuovo approccio se applicato consapevolmente e intenzionalmente crea un effetto domino pari alla “diffusione di un virus.”

Come al solito si arriva sempre allo stesso dunque, è l’Amore che fa la differenza e concludo con un’altra perla del nostro Maestro:

“Essere dispenser d’amore è l’essenza del Taiji.”

Solo se diventiamo chi siamo allora faremo il vero Taiji,

altrimenti sarà solo pura e mera tecnica.

Torniamo a giocare,

torniamo a fare i bambini

e fare Taiji sarà tutta un’altra cosa.”

Pace e bene!

Maestro Laura

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